Ragusa il nodo sanità al centrodel tavolo politico
La riforma della Sanità in Sicilia, argomento sempre più caldo, al centro del convegno voluto dalla Cgil, svoltosi lo scorso 10 gennaio presso la sala Avis. Presenti l’Assessore regionale della sanità Massimo Russo, il capogruppo parlamentare del Pdl all’Ars Innocenzo Leontini, il segretario regionale della Cgil Medici Renato Costa ed i parlamentari regionali Riccardo Minardo (Mpa) e Pippo Digiacomo (Pd). In platea, gremita oltre la propria capacità di contenimento, una lunghissima sfilza di dirigenti e medici di strutture sanitarie pubbliche e private della provincia iblea, oltre che i tanti utenti e contribuenti del servizio sanitario. Si è subito accesa la diatriba tra Russo e Leontini, il primo ha ancora una volta sostenuto l’inscindibilità tra piano di rientro finanziario e modello di riorganizzazione della rete ospedaliera che andrebbe accorpata al servizio territoriale, col mantenimento di tre policlinici per le eccellenze e la riduzione da 27 a 19 aziende nell’isola. Russo ha puntato il dito anche contro alcuni manager che hanno portato il bilancio delle loro aziende al collasso, facendo, al contempo, le dovute distinzioni per la realtà sanitaria di Ragusa che proprio attraverso i suoi manager, Manno e Termini, è diventata un modello da seguire per le aziende sanitarie non solo di tutta la Sicilia, ma anche di buona parte del Paese. Dal canto suo Leontini, pur essendo tra i maggiori sostenitori della necessità di contenere la spesa sanitaria, è convinto che il modello della riorganizzazione debba avvenire attraverso la separazione dei ruoli tra committenza dei servizi e l’erogazione degli stessi, ovvero tra medicina del territorio e aziende ospedaliere. “La voragine della spesa sanitaria – ha specificato Leontini – è da individuare in gran parte nei ricoveri impropri e nella gestione centralista attraverso enormi apparati in cui si perpetuano doppioni e sprechi. Accorpare ulteriormente significa alimentare questa emorragia.” Riccardo Minardo, nel contesto, si è detto sostanzialmente d’accordo con il piano Russo, che in provincia di Ragusa non dovrebbe portare al taglio di alcun posto letto. Vedremo. Pippo Digiacomo ha invece parlato della necessità di tutelare la Sanità a favore dei cittadini e ha chiesto le dimissioni di Russo qualora non passasse il suo piano di rientro. L’intervento di Renato Costa si è incentrato sugli sprechi, ma ha parlato anche delle cosiddette eccellenze che non sarebbero effettivamente tali. Un esempio è il S. Raffaele di Palermo che percepisce fondi extra dalla Regione per standard qualitativi non commisurati. Dalla platea, tra i tanti interventi qualificati, si è distinto quello dell’ex parlamentare all’Ars Iano Guerrieri, il quale ha chiesto conto e ragione a Russo sulla disorganizzazione del servizio di urgenza – emergenza 118 che ha la necessità vitale di una sala operativa per ogni provincia. Non solo. Guerrieri ha parlato anche della mancanza nel territorio ibleo di un centro qualificato per le persone colpite da ictus. Le battute finali sono toccate allo stesso Russo che, dopo una sorta di ammissione per la sua mancanza di dialogo con le varie anime all’interno dell’Ars e soprattutto con la stessa maggioranza guidata da Leontini, si è detto disponibile a rivedere le sue posizioni partendo dai punti in comune dai vari disegni di legge presentati da Pdl, Pd e Udc.