Catania, 02/07/2010 – Alla Convention del Pdl “Vogliamo un’altra Sicilia”, in migliaia applaudono alle prospettive di rinnovamento di una regione tradita nella sua dignità
A volere un’altra Sicilia sono in tantissimi, lo dimostrano le migliaia di partecipanti che ieri a Catania hanno accolto l’invito del Pdl a riunirsi per affrontare le tematiche legate alla drammatica realtà della politica regionale. A rappresentare il partito, oltre ad una corposa deputazione regionale, capeggiata dal Capogruppo del Pdl all’Ars, l’On. Innocenzo Leontini, al coordinatore regionale del Pdl, On. Castiglione, al co-coordinatore regionale del Pdl, Sen. Nanìa, anche rappresentanti del governo nazionale, del parlamento europeo e vari esponenti di movimenti giovanili, degli studenti universitari e dei lavoratori precari.
Il messaggio che il Pdl, a gran voce, ha voluto lanciare ieri, attraverso questa grande manifestazione, è quello di presentarsi ufficialmente come opposizione al governo regionale e di volersi, pertanto, strutturare a livello locale e regionale con una propria identità, una propria rappresentanza, una propria organizzazione. Rabbia, indignazione, amarezza sono emersi dagli interventi di ciascun deputato che ha denunciato, esibendo ognuno un articolo di giornale diverso, la gestione occulta, dissimulata e finalizzata all’occupazione selvaggia del potere da parte del governo Lombardo, un governo che ha tradito la volontà popolare e che continua a governare con una maggioranza ribaltonista, non più rappresentativa della scelta degli elettori. Tanti gli aspetti allarmanti che i deputati hanno sollevato nel corso della manifestazione, tutti legati al precario stato di salute della Sicilia che il governo regionale contribuisce quotidianamente ad aggravare anziché tentare di risolvere, dagli sprechi della sanità, all’incalzante problema dei rifiuti, a quello attuale dei lavoratori precari, alla grave crisi del comparto agricolo, ai fondi europei non utilizzati e tanti altri preoccupati problemi.
Tuttavia, i toni di disappunto sono stati accompagnati anche da grande ottimismo, da parole di speranza, di fiducia nel cambiamento e di entusiasmo verso prospettive di rinnovamento come confermano le parole pronunciate dal Presidente del Pdl all’Ars, Leontini: “abbiamo il diritto di reagire contro questi dati allarmanti, contro i ribaltoni. Abbiamo il diritto di esistere come partito, di parlare nelle piazze un linguaggio comune, di prendere posizione e di farci carico dei problemi della gente. Ci vuole una organizzazione, una rappresentanza, una identità che vadano in un’unica direzione, quella contro il governo Lombardo. Oggi fondiamo il partito dell’opposizione perché siamo innamorati delle parole scritte dal Presidente Berlusconinel suo libro I discorsi per la democrazia: la democrazia non consente mai, in nessun caso e per nessun motivo, che il corpo delle istituzioni si ribelli alla sua matrice, a quel corpo elettorale che, solo, conferisce legittimità alle istituzioni sovrane e che non tollera di essere villipeso e tradito, sbeffeggiato e ingannato dalla politica di Palazzo”. Leontini, ha voluto citare le parole del Presidente a conclusione del suo intervento per ribadire l’ assoluta importanza che la volontà popolare ha nella gestione del potere da parte dei rappresentanti politici. “Quando un governo è fondato su una maggioranza ribaltonista a tradimento – ha concluso il capogruppo – bisogna nuovamente sottoporre alla sovranità elettorale del popolo, la competenza e l’indicazione primaria. Fin quando questo non sarà possibile, noi lavoreremo per questo, noi a livello di partito, saremo nelle piazze, nelle strutture e nelle organizzazioni di partito, cercheremo insieme di costruire una nuova Sicilia, per un nuovo programma, una nuova prospettiva, per il rispetto e l’adesione alla volontà della gente, del popolo, degli elettori che è la matrice e la bussola primaria. PDL, infatti, vuol dire Popolo della Libertà e questa è la politica che noi intendiamo seguire”.